Neve di MAXENCE FERMINE: una storia unica. Una storia lieve e trasparente, fragile e incantevole, come un fiocco di neve. Il colore bianco, l’abbagliante romanticismo di una distesa bianca ed infinita di sentimento, commovente, toccante. Poesia della vita e nella vita. In un Giappone “antico” Yuko vorrebbe essere poeta per cantare il candore, la purezza bianca della neve, vorrebbe scrivere haiku trasparenti e perfettamente vitrei come diamanti di ghiaccio. Ma la tradizione di famiglia lo vuole guerriero o monaco. Inizia da questa disperata dicotomia di scelte il viaggio del protagonista che vuole scoprire della vita le più intime e minime emozioni, i colori che tutti insieme ricomporranno l’assoluto e perfetto bianco. Il libro racchiude la metafora del vivere una vita oltre le paure che vorrebbero impedirci di assaporarla, senza fermarsi o rinunciare, senza tornare sui propri passi, senza astenersi dal viverla pienamente pur con la consapevolezza dei rischi che le scelte che ci pone ci fa correre. Viverla da funamboli, vivendo i sogni anche quando persino la visione del sottile filo che ci regge sembra sparire alla vista nei momenti in cui la tormenta nasconde persino quell’esile traccia. Giacchè una vita intensamente assaporata, compresa, fatta propria e personale, senza rinunciare per la paura di cadere, è il sogno stesso e ne è il senso ultimo. Come la vera funambola Neve, occhi di cielo, chioma d’oro, pelle di perla lucente: essa stessa uno sbuffo alto nel cielo, impalpabile come una nuvola. Vivere e volare, fino a quando non si cade: ma si è vissuto e si è volato. "Neve" di Maxence Fermine, editore Bompiani (Questo libro fa parte della "trilogia dei colori" dell’autore, che oltre "Neve" comprende "L’apicoltore" e "Il violino nero") |



